Ultim’Ora Gaza. Israele e Hamas hanno accettato la prima fase di un piano statunitense per fermare i combattimenti e avviare uno scambio ostaggi–prigionieri. L’intesa prevede la liberazione dei primi ostaggi israeliani e un ritiro parziale delle truppe israeliane dentro Gaza, come parte di un percorso graduale verso il cessate il fuoco.
Ultim’Ora Gaza: Cosa succede nelle prossime ore
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Ratifica israeliana: il cessate il fuoco scatterà formalmente solo dopo la ratifica del governo a Gerusalemme, attesa in giornata. Fino ad allora, la situazione resta fluida.
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Primi rilasci: tra i punti immediati c’è la liberazione di circa 20 ostaggi da parte di Hamas, con contestuale rilascio di prigionieri palestinesi da parte di Israele; media parlano anche di oltre 1.700 detenuti coinvolti nelle fasi iniziali e di 250 ergastolani tra i nominativi discussi.
Clima sul campo e reazioni
Scene di gioia e sollievo sono state riportate sia a Gaza sia in Israele dopo l’annuncio, soprattutto tra le famiglie degli ostaggi; allo stesso tempo, permangono scetticismo e timori per i dettagli operativi e i tempi di attuazione
I nodi ancora aperti
Restano da definire: governance e sicurezza di Gaza nel “day after”, disarmo/ricomposizione delle forze armate locali, meccanismi di verifica del cessate il fuoco e calendario del ritiro. Senza questi tasselli, il rischio di stallo o di nuove escalation non è eliminato.
Perché è importante
Dopo due anni di guerra, con devastazione massiccia nella Striscia e costi umani altissimi, la convergenza su una “prima fase” è il primo passo concreto verso una tregua sostenuta e un quadro negoziale più ampio. Ma il vero test sarà l’esecuzione nelle prossime 24–72 ore.







